[Avvia la musica e leggi, se proprio insisti…]
Stanco di tifare rivolta.
Come se provassi a vivere.
Perdere tempo.
Dilatare un tempo infinito in posti sempre più accoglienti.
Voglio avere freddo.
Tanto freddo.
Sempre meglio.
Osare l’impossibile.
Anche quando è impossibile.
Anche se è impossibile.
Impossibile provarci.
Proprio per quello.
Provare.
Osare avere freddo.
Confusione.
E’ il riparo, non scappare.
Non ci provare.
Dammi retta, non scappare.
Agitati, è l’unico riparo.
Credimi.
E’ la tua forza.
Tentazione.
Attento, il riparo si sgretola.
Si sta sgretolando con te dentro.
Ma non scappare.
Non ci provare.
Non è quello che ti serve.
Non c’è niente che ti serva.
Guarda su, continua a guardare su.
Non ci provare, non scappare.
Non è quello che serve.
Mai niente di più, lo sai.
Non c’è niente che ti serva.
Vedi i nervi, vedi le vene.
Strappa i nervi, seduci le vene.
Continua.
Sempre, perché non c’è niente che ti serva.
Agitati, diventa agitazione.
Esalta il riparo ma senza morirci dentro.
Sfugge dall’agitazione, ti tenta.
Ma si sta sgretolando.
E tu ci sei dentro.
Non uscire, non c’è niente che ti serva.
Tu sei vivo.
Devi restarlo, in agitazione.
Perdi tempo.
Perdilo, scaglialo, mangialo, ubriacalo.
Divorati.
Non c’è niente che ti serva.
Non correre.
Non scappare, non farlo.
Domandati perché.
Non serve, lo sai.
Non correre.
Non scappare.
Non serve.
Coltivalo.
Va coltivato, istruito, guidato.
Guidati.
Continua a farlo.
In agitazione.
Odia i nervi, placa le vene.
Ama quel che trovi di più.
Ma non cercare, non correre.
Non ti inseguire, non tifare.
Più ti muovi e più si sgretola.
Fermo, ma in agitazione.
Come sempre, senza tifare.
Come sai fare tu.
Ricordatelo.
Non c’è niente che non ritorni.
Continua perché sai come si fa.
Lo hai imparato.
Ci hai perso sangue.
Stai sanguinando anche adesso.
Ma non ci pensare, non correre, non scappare, ti prego.
Dammi retta.
Hai perso sangue.
Ti sei divorato da solo.
Ma non sgretolarti, non cedere.
Diventa tentazione, cederà il resto.
Provocati, agitati, scalmanati.
Ma non correre.
Non c’è niente che ti serva.
Niente che serva davvero.
Non se le regole sono queste.
Cambia le regole o ti sgretolerai con le carte in mano.
Bruciale.
Agitale.
Ma non correre.
Ti seguiranno.
Ti faranno guerra.
E tu lo vuoi.
Ma sai che non serve.
Ma non importa, non ti piacciono i granai.
Non si sgretolano, non si agitano.
Tanto vale che non esistano.
E non esistono.
Dammi retta, datti retta.
Ascoltati, lo sai.
Guarda su, continua a guardare su.
Mangia i nervi, le vene ti piace guardarle.
Ma non ti serve.
Non cercare quello che ti serve.
Non c’è niente che ti serva.
Dammi retta, ti prego.
Impara il francese, fatti furbo.
Smetti di correre.
Fatti furbo.
Furbo ma da solo.
Da solo, senza correre.
Solo con tutti.
Senza perdere pezzi.
Sgretolando quello che vedi.
Provocandoti.
Uccidendoti.
Guardando su.
Coltivando.
Coltivando l’agitazione.
Continua.
Senza correre, ti prego.
Va meglio.
Quando è qualcosa più di niente.
Più di niente, una tentazione, da solo.
Solo con tutti.
Coltivando l’odio.

