Nel Maggio della prima periferia disegnavano linee dorate sui gradoni scomposti del centro storico. Capannelli con l’autorizzazione per il suolo pubblico si scambiavano segni di sussultorie esistenze ipotetiche. C’era chi osservava. Nel mezzo, fetore di cadaveri e vetri rotti, si concretizzava il mosaico silenzioso di uno scultore pirotecnico. Sensibilizzatori infranti lasciavano nuda la voglia inesauribile degli autocomunicatori, pronta a prendersi a testate con l’incapacità più assoluta di contegno e ricordanza. Avevo fame. Muscolature intiepidite salutavano zaino in spalla le vecchie croste sui lineamenti amici, e non c’era bisogno di controllare il cielo sulla testa per camminare dritti. Fusi orari scorrevano in biciclette arrugginite intorno ai passanti spaventati. Palpare non era ormai diverso dal respirare il cartone gelido delle pareti schiaffate sui palazzi. Ogni freddo era lasciava in bocca sapori diversi; dalle lamiere ai mattoni vandalizzati, persino i cani avevano un freddo più umidiccio e sovreccitato degli altri. Rapinatori invisibili di gradi centigradi scassavano le vetrine spremendo sottopelle il concerto degli antifurti. Premevano, appena all’interno, l’ultima superficie di carne secca verso l’esterno, lasciando tremiti di palpitazioni elettriche. Un foglio di carta, e c’era chi osservava. Il vetro dimenticato sul marciapiede contendeva il sonno del padrone, reclamando attenzioni dai guinzagli più agguerriti. Un rapido cenno di saluto al sapore di colesterolo riportava le planimetrie nell’ordine sparso di un segno verbale, senza cronologie consultabili in tempi ritrovati. Un accenno di colore, canaglie rivelate attanagliano il consueto alternarsi delle comparse. C’era chi osservava, destabilizzato. Tremava, dei vapori acidi di una gelida felicità al gusto d’ammoniaca. Le prospettive scoperchiavano i resti stropicciati delle pagine di Scuola, residui di antichi modelli, e cominciare significava smettere di chiedersi da dove cominciare. Faune scalpitanti di plastiche violacee tenute per mano da frasi di circostanza, prosciugavano i reni leccandone la punta affranta dalle circonvoluzioni del ventre. Dormire non era mai stato più nauseante e fascinoso. Finalmente liberi, scariche continue di occasioni future rimbalzavano contro il muro delle traiettorie costituite. Senza affanno, un cortocircuito silenzioso pendeva dal contagocce della flebo e risaliva fino a tamburellare con le nocche da dietro il timpano, bussando nervosamente sulla pelle di tamburo. Contingenti militari possedevano le carni e costruivano i girarrosti in rapida successione, come catene di montaggio a violentare le Sorelle. C’era chi osservava, e reclutava parenti da sottoporre a trapianto osseo. Famiglie di donne incinte partorivano dietro alla corteccia cerebrale, schiamazzando nel dolore di cocktail di liquore e placenta che filtravano via dai pori del cuoio capelluto, immobilizzando gli arti sul lettino del chirurgo. Camici amici tradivano, e se la ridevano tra loro nell’incoraggiarmi. Non avevo mai partorito prima di allora, e pensai fosse un modo per cavarmela, ingannare il tempo nel ritorno sulla via del caldo. Trapanai la punta metallica di uno schienale e mi ci infilai per i piedi, facendo attenzione a non rigare la scatola cranica. Subito dopo arrivò la notizia che il silenzio era tornato ad assillarmi coi suoi tondi occhi verdi. La follia di un pallino verde. Conficcato nei polmoni ricoperto di glassa a frammentazione. Ero rimasto invischiato, forse una trappola, una fodera di gesso stretta intorno agli occhi rimbuzzati dalle anfetamine di un solo, preciso, indirizzo stradale. Dal Profondo Stop del sistema immunitario, mi incatenava i polsi alla punta tiepida di una lingua meravigliosa.
- 26
- 27
- 28
- 29
- 30
- 31
- 32
- 33
- 34
- 35
- 36
- 37
- 38
- 39
- 40
- 41
- 42
- 43
- 44
- 45
- 46
- 47
- 48
- 49
- 50
- 51
- 52
- 53
- 54
- 55
- 56
- 57
- 58
- 59
- 60
- 61
- 62
- 63
- 64
- 65
- 66
- 67
- 68
- 68-bis
- 69
- 70
- 71
- 72
- 73
- 74
- 75
- 76
- 77
- 78
- 79
- 97
- acqua&sapone
- avantiunaltro
- bagliori
- boris
- chat
- clessidra48
- completo
- coppac
- cucchiaio
- curriculum
- dallapartegiusta
- dueotrecosechenonsodime
- dueotrecosechesodilei
- esasperato
- esasperatoinsolitostop
- farvimale
- febbraio
- ilsegreto
- imprevisto
- insidiato
- insolito
- interferenze
- istantanee
- jeudenfant
- lampadario
- mah
- malabitùdini
- mamma
- martellate
- mentolo
- musical
- oliodilinea
- pere
- periferiaest
- peroggino
- plastica
- poiquandopuoi
- polvere
- portaccànto
- postit
- provamotori
- racconti
- rating
- roço
- schegge
- selodicite
- setenelmondo
- sparatore
- stancoditifarerivolta
- stop
- storiediuno
- subaffittasi
- tendenzialmente
- tifiamorivolta
- torniamodentro
- ubart
- ultimaintervista
- undici
- voltapagina
